PECS e autismo: immagini per comunicare

Per alcune persone autistiche comunicare in modo efficace, esprimere bisogni e formulare richieste può diventare complesso e a volte davvero frustrante. In questi casi è importante proporre e insegnare forme alternative di comunicazione per agevolare le interazioni e ridurre il più possibile i comportamenti problema.
La Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), ovvero una parte della pratica clinica che punta a compensare i disturbi della comunicazione espressiva, può tornare decisamente utile a questo scopo. Tra le tante e varie forme di CAA si distingue in particolare il PECS.
Vediamo come funziona!
Cosa si intende per PECS?
Il PECS, acronimo di Picture Exchange Communication System, è un sistema di comunicazione mediante scambio per immagini, nato nel 1994 negli Stati Uniti, dalle brillanti menti di Andy Bondy e Lori Frost.
Il sistema è stato creato e sviluppato al fine di facilitare la comunicazione, con l’obiettivo di aumentare il più possibile la spontaneità e lo spirito di iniziativa negli atti comunicativi delle persone con difficoltà espressive. Si tratta di un sistema adattabile a qualsiasi fascia d’età, che permette anche ai più piccoli di imparare passo passo ad interagire efficacemente.
Il PECS è basato su una perfetta combinazione di alcuni elementi provenienti dalle scienze comportamentali, come
- il rinforzo, cioè qualsiasi tipo di oggetto o evento per cui il bambino mostri una preferenza, in grado di aumentare la frequenza di emissione futura di quel comportamento;
- il prompt, ovvero un effettivo aiuto nell’esecuzione della risposta;
- il fading out o riduzione fino all’eliminazione del prompt inizialmente fornito.
Le fasi del PECS
Di cosa abbiamo bisogno, quindi, per la nostra prima sessione di PECS?
Prima di tutto è necessario individuare almeno tre oggetti utilizzabili come rinforzo. Di solito si tratta di giocattoli o cibi preferiti. Dopodiché, si procede con la realizzazione dei pittogrammi corrispondenti e la creazione di un quaderno di comunicazione personale.
Quando tutto è pronto, possiamo finalmente cominciare. Il PECS è caratterizzato da sei differenti fasi:
- la prima fase consiste in uno scambio fisico inizialmente guidato (deve poi essere acquisito in lo scambio indipendente per passare alla fase successiva) che permette al bambino di apprendere quando e come consegnare il pittogramma o carta-simbolo per ottenere il rinforzatore desiderato;
- la seconda fase insegna allo studente la distanza e la persistenza, ovvero a dirigersi verso il quaderno della comunicazione, staccare la carta-simbolo e consegnarla all’interlocutore per ottenere così il rinforzatore; insegna inoltre a persistere nell’intento comunicativo anche quando l’interlocutore non è più immediatamente disponibile;
- nella terza fase lo studente impara a discriminare tra le differenti carte-simbolo e ad effettuare una scelta;
- la quarta fase è cruciale e corrisponde all’apprendimento da parte dello studente della costruzione di frasi semplici composte da “voglio” e “oggetto della richiesta”;
- nella quinta fase, invece, lo studente impara a rispondere alla domanda “Che cosa vuoi?”;
- nella sesta fase, infine, lo studente conquista la capacità di commentare spontaneamente e fornire risposte funzionali alle domande del suo interlocutore.
Il PECS è un sistema efficiente, economico e conveniente, che potrebbe permette alle persone autistiche – e a qualsiasi persona presenti un deficit nella comunicazione espressiva – di superare alcune barriera comunicativa, imparare a prendere l’iniziativa durante un’interazione, ma anche e soprattutto non perdere l’occasione di divertirsi!