Comunicazione Aumentativa e Alternativa CAA e autismo: obiettivi e tipologie

L’ABA, ovvero l’Analisi del comportamento Applicata, ha l’obiettivo di migliorare i comportamenti socialmente significativi e tra questi il più rilevante può sicuramente essere considerato il comportamento verbale.
Soprattutto nell’autismo non vocale, proporre forme di comunicazione alternativa diventa fondamentale per garantire allo studente di poter accedere all’apprendimento e alla socialità, nonché di avviare un percorso di autonomia utile a migliorare la qualità della vita di tutti i giorni.
Un ruolo fondamentale in questo processo ha la CAA, la Comunicazione Aumentativa e Alternativa, utile ad ogni persona con deficit a livello comunicativo, di qualsiasi età. Conosciamo meglio!
Gli obiettivi della CAA per il supporto all’autismo
La CAA supporta persone autistiche che presentano un grave disturbo della comunicazione espressiva, attraverso il potenziamento delle abilità, delle modalità naturali e dell’uso di modalità speciali, quali dispositivi o tecniche che integrano o sostituiscono le abilità di comunicazione orale.
La Comunicazione Aumentativa e Alternativa non può essere considerata sostitutiva del linguaggio orale, non ne inibisce lo sviluppo, ma rappresenta un sostegno.
Dunque, gli obiettivi principali della CAA nell’autismo sono:
- colmare il gap tra comprensione del linguaggio e possibilità d’espressione
- facilitare l’interazione personale e sociale
- ridurre la frustrazione derivante dal fallimento dei tentativi di comunicare
- agevolare lo sviluppo del linguaggio orale, dove possibile;
- aiutare l’intelligibilità del linguaggio orale;
- supportare lo sviluppo delle abilità di lettura e scrittura emergenti
- rendere possibile la partecipazione nelle attività scolastiche
- sviluppare delle abilità spendibili nel mondo del lavoro.
Perché applicare la CAA al supporto all’autismo
Oltre a fornire alla persona autistica più strumenti per partecipare alle attività scolastiche, sociali, lavorative e non solo, la CAA va a ridurre la sua frustrazione per la mancata capacità comunicativa e quindi il presentarsi di comportamenti problema.
La psichiatra britannica Lorna Wing, pioniera nel campo dei disturbi dello sviluppo infantile, diceva, infatti, che “spesso le esplosioni di rabbia dei bambini autistici sono dovute al fatto che non riescono a chiedere ciò che desiderano usando la parola”.
Quali tipologie di CAA sono utili per l’autismo
Le metodologie di Comunicazione Aumentativa e Alternativa si suddividono in due gruppi principali: senza ausili e con ausili di strumenti cartacei e/o tecnologici.
Tra le metodologie che non richiedono ausili troviamo:
- lingua dei segni
- espressioni facciali.
Tra le metodologie che fanno uso di ausili troviamo:
- tabelle di comunicazione
- Microswitch
- Speech output communication system (es.VOCA Vocal Output Communication Aids)
- Strategie per migliorare la comunicazione
- PECS Picture Exchange Communication System.
Di questi, tre sono i sistemi principalmente utilizzati da persone autistiche non vocali nel corso della terapia ABA:
- la lingua dei segni, riprodotti con le mani, che associano un segno diverso ad ogni parola, come quelli che puoi trovare nel nostro Dizionario Digitale dei Segni;
- il PECS Picture Exchange Communication System, ovvero uno scambio di immagini che, nella fase di apprendimento, avviene tra la persona autistica e il terapista ABA.
- Software o app per la comunicazione (come ad esempio Let Me Talk, Liar, Niki Talk, ecc.).
Come scegliere il sistema CAA più adatto
Per scegliere quale sistema CAA sia più adatto a supportare la comunicazione della persona autistica, lo psicoterapeuta BCBA esegue un assessment iniziale.
Questa fase di osservazione e analisi è fondamentale per comprendere quale soluzione si sposerebbe meglio con le naturali disposizioni dello studente, le sue capacità e le sue abitudini, rispettando i suoi eventuali deficit.
Quale metodologia di CAA ti è capitato più spesso di usare con i tuoi studenti autistici? Scrivilo nei commenti!